Una scuola per tutte le donne




Dal libro, “Il cacciatore di aquiloni”, fin da subito è palese quanto l'insegnamento della religione sia importante e centrale nelle loro scuole, tanto da imparare a memoria il Corano; in Italia l'insegnamento della religione cattolica è facoltativo, spetta infatti allo studente o al genitore scegliere se frequentare le ore settimanali di IRC oppure no.

In un altro passo del libro, l'autore ci spiega che per un ragazzo afghano è impensabile preferire la letteratura alla caccia, mentre nel nostro Paese democratico, fortunatamente, le distinzioni di genere e di importanza sulle attività stanno via via scomparendo.

Poco sotto si parla dell'analfabetismo di Hassan e di Ali e l'autore dice che era una cosa normale per gli hazara; questo ci fa capire quanto l'istruzione, nel loro Paese, fosse ancora una cosa esclusiva e di pochi fortunati.

Nel passo finale riguardante la scuola si apre un piccolo spiraglio di speranza: il padre di Soraya le dice che quando l'Afghanistan sarebbe diventato libero, ci sarebbe stato bisogno di ragazze intelligenti come lei per collaborare nel riscrivere la Costituzione. Solo in queste parole finali l'ignoranza, il maschilismo e l'arretratezza sembrano messi da parte.

 

Sempre durante le lezioni di diritto, ho scoperto che in Italia l'istruzione è un diritto che viene garantito dalla Costituzione.

L'articolo 34 afferma infatti: “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.''

L’accesso all’istruzione è un diritto fondamentale di tutti i bambini indipendentemente dal loro genere, etnia, religione o estrazione economica.

Per me è una cosa normale frequentare la scuola e non ho mai pensato che in altri paesi non fosse così scontato, ma purtroppo il diritto allo studio non è un diritto riservato a tutti.

In Afganistan sono molte le associazioni umanitarie che si sono prodigate per dare la possibilità ai bambini e soprattutto alle bambine di frequentare la scuola.

Negli anni '70 il governo afgano aveva cercato di riformare il sistema educativo dando la possibilità di frequentare la scuola sia alle femmine che ai maschi ottenendo buoni risultanti. Purtroppo, a causa dei cambiamenti che sono avvenuti nel corso degli anni, come l'invasione russa, la guerra civile e la salita al potere dei Talebani ha portato un gran numero di bambini a non frequentare regolarmente la scuola.

Per questo associazioni come l'Unicef si battono per il diritto allo studio   cercando di trovare delle soluzioni e compromessi con il governo per dare a un'intera generazione di bambini cresciuta conoscendo solo guerra, sofferenza,

violenze uno strumento di crescita e di sviluppo ma allo stesso tempo una speranza per il loro futuro

Questo futuro che ancora una volta è messo in pericolo dal ritorno al potere dei Talebani.

In conclusione, posso dire solo che spero in un ritorno al miglioramento dell’Afghanistan, come fu negli anni ’60 e ’70, che questi soprusi sui popoli e specialmente sulle donne finiscano. Vedendo quello che succede, mi auguro per il mio Paese che faccia sempre di più per continuare su questa onda di cambiamento, e non cada in una visione chiusa simile a quella dei Talebani, per garantire a tutti e a tutte un futuro di eguaglianza.

Inoltre, ho preso coscienza che quello che per noi ragazzi è normale come andare a scuola, scegliere di andare a lavorare, uscire per divertirsi, dedicarsi agli sport, essere tutelati in caso di abusi e violenze è frutto delle lotte di tutte le persone che prima di noi hanno creduto in una democrazia libera e uguale per tutti.

Il compito di noi ragazzi è crescere con questi concetti per non trasformare la nostra realtà in una diversa e peggiore come quella che vivono i ragazzi e ragazze adesso in Afganistan.

Commenti

Post popolari in questo blog

quali sono gli ostacoli dei diritti digitali .

Come possiamo far si che vengano rispettati i diritti digitali.

confronto tra donne afgane e italiane