ECOSISTEMA DEL LAVORO
Il lavoro è parte integrante della vita di ciascuno e riveste un ruolo fondamentale sia per la vita del singolo sia per la collettività, ha un duplice significato da un lato è uno strumento che permette a ciascun individuo di poter guadagnare quanto gli serve per assicurarsi una vita dignitosa e serena e dall’altra è il contributo alla vita della collettività, al suo benessere ed è misurabile in beni e servizi. Possiamo dire utilizzando un’espressione più tecnica che per lavoro si intendono tutte quelle attività di produzione e di servizi che si contraddistinguono per la retribuzione per l’attività lavorativa svolta e un contratto tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico e per essere poi tutelati dallo Stato.
Un altro aspetto fondamentale del lavoro è la sua natura ibrida perché non è né solo un diritto né solo un dovere ma entrambi ma sicuramente è uno dei principi fondamentali su cui si è fondata la Repubblica Italiana ed è quanto afferma l’articolo 1 della Costituzione.
L’articolo
4 invece riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro ma allo stesso
tempo ogni cittadino ha il dovere di svolgere responsabilmente una attività o
una funzione sia manuale che intellettuale che contribuisca al bene della
collettività ma se entriamo più nello specifico è nell’art.3 della
Costituzione, che riguarda i rapporti economici, che si menzionano i diritti
fondamentali dei lavoratori.
Un argomento di cui non si parlava fino ad alcuni secoli fa, infatti, fino alla metà dell’Ottocento circa i lavoratori non avevano nessuna garanzia sul lavoro. Oggi in Italia invece sia i diritti che i doveri sono reperibili nella Costituzione, nel Codice civile, in molte norme di legislazione sociale, nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, nei contratti stipulati a livello locale ed aziendale. Esiste anche lo Statuto dei lavoratori, la più importante attuazione dei principi costituzionali, quali la dignità e la libertà dei lavoratori compresa la libertà sindacale e le sue radici affondano
in
quello che è passato alla storia come “l’Autunno caldo” del 1969 dove i
lavoratori chiedevano appunto una serie di grandi cambiamenti.
Il lavoratore dipendente ha sia dei diritti personali che patrimoniali.
Per
quanto riguarda quelli personali ha diritto a una retribuzione adeguata, a un
orario di lavoro stabilito dalla legge, al riposo settimanale e alle ferie
annuali retribuite e a un congedo matrimoniale in caso di matrimonio civile.
La
lavoratrice è tutelata in caso di maternità/paternità in quanto non può essere
licenziata fino all’anno del bambino, può assentarsi dal lavoro per un periodo
obbligatorio oppure usufruire di un periodo facoltativo, ha diritto a dei
permessi retribuiti o non per assistenza al bambino.
Ha
diritto allo studio avendo agevolazioni sull’orario e sui permessi per poter
frequentare i corsi scolastici.
Ha
diritto alla conservazione del posto di lavoro in caso malattia e infortuni sul
lavoro e in caso di malattie professionali per questo e importante anche la
sicurezza sul lavoro che deve essere garantita dal datore di lavoro. Ha diritto
di aderire ad associazioni sindacali, di manifestare il proprio pensiero e di
svolgere attività sindacali compreso il diritto allo sciopero (Festa dei
Lavoratori 1° maggio in ricordo dello sciopero a Chicago dove persero la vita
degli operai durante una manifestazione di protesta) e il diritto alla parità
tra uomo e donna.
Il
lavoratore dipendente ha anche dei diritti patrimoniali che sono: lo stipendio,
il TFR, la pensione, l’assegno di disoccupazione, la cassa integrazione in caso
di gravi crisi, oppure altre indennità come, per esempio, il reddito di
cittadinanza.
Il lavoratore dipendente ha anche dei doveri che sono: la diligenza e la collaborazione, l’obbedienza e la fedeltà. Se questi non vengono rispettati il datore di lavoro può assumere dei provvedimenti disciplinari più o meno gravi che possono essere richiami verbali o scritti, multe, sospensioni dal lavoro per alcuni giorni oppure arrivare fino al licenziamento del lavoratore.
Oggi,
più di ieri, le aziende hanno infatti bisogno di personale che sia il più
possibile impegnato nello svolgere le proprie mansioni, qualificato e disposto
a far crescere in modo continuo la propria professionalità, responsabile ed
autonomo nel prendere decisioni ma soprattutto flessibile adattandosi a diverse
situazioni e mansioni diverse dalle sue.
Purtroppo,
a volte i diritti dei lavori non vengono tutelati né rispettati soprattutto in
un periodo di crisi quando scatta per i lavoratori la disoccupazione che può
portare alla precarietà accettando contratti a tempo determinato o a
collaborazioni occasionali, o addirittura al lavoro nero o ancora peggio a
lavorare per la criminalità organizzata.
Il compito dello Stato è proprio impedire che questo accada.
art. 37: tuteladella donna lavoratrice e del lavoro minorile;
art. 38: finanza della sicurezza sociale: assistenza e previdenza
art. 39: libertà sindacale ed efficacia obbligatoria dei contratti collettivi di lavoro
art. 40: diritto di sciopero, regolato dalla legge.

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