Il codice di comportamento
I dipendenti
pubblici, come qualsiasi altra categoria di lavoratori, sono titolari di una
serie di diritti e doveri relativi alla propria attività lavorativa e si
dividono in due categorie:
Diritti
patrimoniali che riguardano gli interessi economici della persona, cioè il suo
patrimonio e diritti non patrimoniali che attribuiscono al titolare un
vantaggio o una qualità di carattere non economico.
I diritti
patrimoniali sono quelli relativi allo stipendio e alla pensione e i principali
sono:
compensi per
lavoro straordinario, indennità (in caso di lavori svolti in condizioni di particolare
responsabilità, disagio o pericolo); aumenti retributivi dovuti a scatti di
categoria di inquadramento; diritto a godere di permessi retribuiti per
partecipare a concorsi, per il matrimonio, per motivi familiari gravi malattie,
lutto, nascite.
Tra i diritti
non patrimoniali dei dipendenti pubblici possiamo invece annoverare:
diritto
all’Ufficio, vale a
dire il diritto a mantenere il proprio posto di lavoro
diritto al
riposo settimanale, diritto alla dipendente incinta di astenersi dal lavoro
a partire dai
due mesi precedenti e nei tre mesi successivi al parto e ai congedi parentali,
fino ai primi otto anni di vita del bambino;
congedi
familiari (in caso di
gravi problemi familiari possono assentarsi dal posto di lavoro per un periodo
non superiore ai due anni, anche se in questo periodo non avranno diritto ad
alcuna retribuzione);
diritto ai
congedi formativi (è
riconosciuto ai dipendenti pubblici che hanno maturato almeno cinque anni di
servizio) senza retribuzione per un periodo che non superi gli 11 mesi;
diritto
all’aspettativa, per un
periodo di massimo 12 mesi in un triennio (motivata, ad
esempio, da problemi personali o familiari,
dottorati di ricerca, avvicinamento al coniuge che lavori all’estero). Il
periodo di aspettativa non è retribuito e non è conteggiato nel calcolo
dell’anzianità di servizio;
diritto di
esercitare attività sindacale e di scioperare, con obbligo di comunicare l’adesione
allo sciopero con un preavviso non inferiore ai dieci giorni;
il diritto
alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di 18 mesi in caso di
infortunio o malattia.
Questi sono i
principali diritti di cui godono i dipendenti pubblici.
I dipendenti
pubblici sono titolari di doveri che regolano la loro vita professionale e sono
regolamentati dal cosiddetto codice di comportamento dei dipendenti pubblici.
I doveri dei
dipendenti pubblici si dividono in due categorie principali. Quelli di stampo
pubblicistico, riconducibili al dovere di fedeltà alla Repubblica, principi di
imparzialità e buon andamento e al carattere democratico della Repubblica (art.
1 Cost.), che impone di favorire rapporti di fiducia fra amministrazione e
cittadino
Tra i
principali doveri ricordiamo: diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta
Il dipendente
non deve chiedere o accettare compensi, regali o altre utilità di valore
superiore a 150 euro.
dovere di
comunicare la propria eventuale adesione o appartenenza ad associazioni e
organizzazioni (esclusi partiti politici e sindacati) i cui ambiti di interesse
possano interferire con lo svolgimento del proprio lavoro.
comunicare
contestualmente all'assunzione se nei tre anni precedenti ha avuto rapporti di
lavoro con soggetti privati e se tali rapporti sussistano ancora o coinvolgano
il coniuge, il convivente o i parenti e gli affini entro il secondo grado.
obbligo di
segnalare al proprio superiore eventuali situazioni di illecito
nell’amministrazione di cui sia venuto a conoscenza.
rendere
tracciabili e trasparenti i processi decisionali adottati presentando appropriata
documentazione.
rispettare i
limiti stabiliti dalla direzione nell’utilizzo di materiali, attrezzature e
linee telematiche e telefoniche dell’ufficio.
I doveri dei
Dirigenti
Anche i
dirigenti, che possiamo considerare come una particolare categoria di
dipendenti pubblici hanno una serie di diritti in capo a loro. Tra i principali
riportiamo:
·
devono
comunicare all’amministrazione gli interessi finanziari che potrebbero porli in
conflitto d’interesse con le funzioni che svolgono;
·
i
dirigenti hanno l’obbligo di fornire informazioni sulla propria situazione
patrimoniale hanno il dovere, nei limiti delle loro possibilità, di evitare che
si diffondano notizie private e false sull’organizzazione, sull’attività e
sugli altri dipendenti;
·
devono
attivare procedimenti disciplinari o, ove necessario, denunciare alle autorità
giudiziarie attività illecite. I dirigenti, inoltre, hanno il dovere di
tutelare i dipendenti che segnalano condizioni di irregolarità;
·
devono
difendere pubblicamente l’immagine della pubblica amministrazione.

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