Russia e Ucraina
I leder di alcuni paesi, infatti, non garantiscono la
sicurezza, creando invece difficoltà, ingiustizie e in alcuni casi addirittura
optano per la guerra come ci dimostra il conflitto scoppiato tra Russia e
Ucraina due mesi fa. L’invasione militare russa in Ucraina, infatti,
rappresenta un atto illegale che vìola palesemente il diritto internazionale e
i diritti umani minando la pace, la sicurezza e la giustizia internazionale,
che invece si voleva garantire per evitare il ripetersi della storia.Per questo motivo quasi tutto il mondo si è coalizzato
contro la Russia cercando una soluzione che ponesse fine a tale orrore. Il
diritto internazionale prevede che il Paese che subisce un’invasione armata,
come in questo caso l’Ucraina, è legalmente autorizzato a usare la forza per
difendersi dall’attacco e a richiedere l’aiuto militare di altri Paesi
L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto che tutte le
persone coinvolte in tale crimine siano chiamate a rispondere dal punto di
vista individuale, personale e collettivo, come era successo durante il
processo di Norimberga alla fine della Seconda guerra mondiale.
Agnés Callamard, segretaria generale di Amnesty
International, ha dichiarato in un’intervista che l’invasione dell’Ucraina è un
fatto grave e può essere definito solo in un modo: una aggressione contro un
governo legittimamente eletto con azioni violente che hanno avuto un impatto
devastante sulla vita, sull’incolumità e sul benessere dei civili. Mentre il Presidente degli Stati Uniti ha
definito Putin un “dittatore” incolpandolo di genocidio senza contare gli
stupri, i saccheggi e le deportazioni forzate di civili perpetuate dai soldati
russi.
Il Cremlino invece ritine che sia l’Ucraina ad essersi
macchiata di “genocidio” dal 2014 in poi nelle regioni del Donbass. Purtroppo,
non si saprà mai la verità l'unica cosa certa è che nessuno delle due parti
vuole cedere, che i conflitti armati in tutto questo tempo non sono mai cessati,
che le sanzioni economiche dell'UE nei confronti della Russia non hanno
ottenuto i risultati sperati e che i vari negoziati di pace sono tutti falliti miseramente.
Sono completamente d'accordo con le opinioni espresse e le
posizioni adottate per fermare l’avanzata russa in Ucraina. Stiamo infatti
assistendo alla distruzione di intere città, alla morte di civili innocenti e
all'esodo di una moltitudine di persone che hanno perso tutto in un attimo e
stanno cercando rifugio e solidarietà in altri paesi. Penso anche che molti
russi non condividano l'operato di Putin, che non abbiano la possibilità di
manifestare e di protestare pacificamente e che addirittura non conoscano
davvero quanto sta succedendo, vista la forte censura introdotta recentemente
per bloccare i contatti con l’Occidente.
Inoltre, ho trovato sbagliato l'episodio che si è svolto a
Vicenza non permettendo agli artisti ucraini di esibirsi solo perché il compositore
è russo in quanto lo spettacolo era a scopo beneficio a favore del popolo
ucraino.
Come ho trovato sbagliato la scelta dei media cattolici
ucraini e dei canali televisivi nazionali di non trasmettere la Via Crucis solo
perché Papa Francesco ha deciso di far portare insieme la croce alla XIIX
stazione, quella che ricorda la morte di Gesù sulla croce, a due donne,
un’ucraina e una russa come dimostrazione della posizione che la Chiesa
cattolica ha preso nei confronti di questa guerra.
Anche i doveri, che spesso sono associati con i diritti, non
sempre vengono rispettati da tutti. Il dovere di tutti i cittadini di non
discriminare per motivi di razza o di religione spesso sfocia in episodi di
xenofobia e razzismo oppure non rispettare la libertà di esprimere il proprio
pensiero, e anche lo Stato che ha il dovere di tutelare i suoi cittadini non
sempre lo fa.
Per concludere mi sento di dire che ad oggi, ma soprattutto
oggi in questa nostra realtà, i diritti e i doveri non sono rispettati anzi la
strada per raggiungere tale obiettivo sembra ancora più lontana.
I
leader di alcuni Paesi, infatti, non garantiscono la sicurezza, creando invece
difficoltà, ingiustizie e in alcuni casi addirittura optano per la guerra come
ci dimostra il conflitto scoppiato tra Russia e Ucraina due mesi fa. L’invasione
militare russa in Ucraina, infatti, rappresenta un atto illegale che vìola
palesemente il diritto internazionale e i diritti umani minando la pace, la
sicurezza e la giustizia internazionale, che invece si voleva garantire per
evitare il ripetersi della storia.
Per questo motivo quasi tutto il mondo si è coalizzato contro la
Russia cercando una soluzione che ponesse fine a tale orrore. Il diritto
internazionale prevede che il Paese che subisce un’invasione armata, come in
questo caso l’Ucraina, è legalmente autorizzato a usare la forza per difendersi
dall’attacco e a richiedere l’aiuto militare di altri Paesi
L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto che tutte le
persone coinvolte in tale crimine siano chiamate a rispondere dal punto di vista
individuale, personale e collettivo, come era successo durante il processo di
Norimberga alla fine della Seconda guerra mondiale.
Agnés Callamard, segretaria generale di Amnesty International,
ha dichiarato in un’intervista che l’invasione dell’Ucraina è un fatto grave e
può essere definito solo in un modo: una aggressione contro un governo
legittimamente eletto con azioni violente che hanno avuto un impatto devastante
sulla vita, sull’incolumità e sul benessere dei civili. Mentre il Presidente
degli Stati Uniti ha definito Putin un “dittatore” incolpandolo di genocidio
senza contare gli stupri, i saccheggi e le deportazioni forzate di civili
perpetuate dai soldati russi.
Il Cremlino invece ritine che sia l’Ucraina ad essersi macchiata
di “genocidio” dal 2014 in poi nelle regioni del Donbass. Purtroppo, non si
saprà mai la verità l'unica cosa certa è che nessuno delle due parti vuole
cedere, che i conflitti armati in tutto questo tempo non sono mai cessati, che
le sanzioni economiche dell'UE nei confronti della Russia non hanno ottenuto i
risultati sperati e che i vari negoziati di pace sono tutti falliti
miseramente.
Sono completamente d'accordo con le opinioni espresse e le
posizioni adottate per fermare l’avanzata russa in Ucraina. Stiamo infatti assistendo
alla distruzione di intere città, alla morte di civili innocenti e all'esodo di
una moltitudine di persone che hanno perso tutto in un attimo e stanno cercando
rifugio e solidarietà in altri paesi. Penso anche che molti russi non
condividano l'operato di Putin, che non abbiano la possibilità di manifestare e
di protestare pacificamente e che addirittura non conoscano davvero quanto sta
succedendo, vista la forte censura introdotta recentemente per bloccare i
contatti con l’Occidente.
Inoltre, ho trovato sbagliato l'episodio che si è svolto a
Vicenza non permettendo agli artisti ucraini di esibirsi solo perché il
compositore è russo in quanto lo spettacolo era a scopo beneficio a favore del
popolo ucraino.
Come ho trovato sbagliato la scelta dei media cattolici ucraini
e dei canali televisivi nazionali di non trasmettere la Via Crucis solo perché
Papa Francesco ha deciso di far portare insieme la croce alla XIIX stazione,
quella che ricorda la morte di Gesù sulla croce, a due donne, un’ucraina e una russa
come dimostrazione della posizione che la Chiesa cattolica ha preso nei
confronti di questa guerra.
Anche i doveri, che spesso sono associati con i diritti, non
sempre vengono rispettati da tutti. Il dovere di tutti i cittadini di non
discriminare per motivi di razza o di religione spesso sfocia in episodi di
xenofobia e razzismo oppure non rispettare la libertà di esprimere il proprio
pensiero, e anche lo Stato che ha il dovere di tutelare i suoi cittadini non
sempre lo fa.
Nonostante erano in molti a pensare che la guerra tra Ucraina e
Russia sarebbe stata una guerra lampo, purtroppo si sbagliavano di grosso
perchè oggi che siamo a giugno 2023 è ancora in corso e non si vede una
fine nonostante l'impegno di tutte le nazioni per trovare un accordo di pace.
Dopo un anno di guerra in Ucraina, le conseguenze
umanitarie sono sempre più drammatiche. Alla data del 2 aprile,
almeno 501 bambini/e sono stati uccisi/e e 991 feriti/e a causa
dell’escalation del conflitto, la maggior parte dei quali ha dai 12 anni in su,
ma si teme che i numeri reali siano significativamente più alti.
Coloro che sono stati costretti a fuggire hanno
portato con sè pochissimi beni con sè e faticano molto a trovare un nuovo
lavoro nei luoghi di arrivo. Dal 24 febbraio 2022, sono stati oltre 18
milioni i rifugiati costretti a fuggire dall'Ucraina e ad abbandonare la
propria casa. Altre 5.3 milioni di persone risultano sfollate
all'interno dell'Ucraina.
Altri minori invece, sono attualmente ospitati nei
centri di assistenza istituzionali in Polonia.
In questo anno di guerra, la Russia ha più volte preso
temporaneamente il controllo di vaste aree del territorio ucraino, che gli
ucraini, a loro volta, hanno recuperato con successo gran parte. Ma questa
situazione, a parer mio, somiglia molto alle guerre in trincea, quando nessuna
delle due parti riusciva ad ottenere la vittoria, con la conseguenza che anche
questa guerra non avrà vita breve. Grazie alle notizie dei telegiornali e ad
“internet” possiamo ripercorrere alcune delle principali fasi che hanno
caratterizzato quest'anno di guerra : dalla lunga colonna dei mezzi russi
stanziati a pochi chilometri da Kviv, alla riconquista,da parte dell'esercito
ucraino della città di Kherson,ai massacri di Bucha e Izyum e all'assedio di
Mariupol e per ultimo l'attacco alla diga Kakhovka compiuta dai russi senza
tenere conto delle terribili conseguenze sia nei confronti dei civili sia delle ripercussioni che avrà sicuramente
sull'ambiente .
Quella in corso in Ucraina, però, è anche una guerra mediatica,
in cui l’informazione e le immagini hanno giocato un ruolo centrale ed è
proprio per questo che rimane difficile spiegare e capire la storia di
quest’anno di guerra, incluso il suo impatto sulla società ucraina.
Sono convinto che questo effetto mediatico possa essere molto
pericoloso, in quanto è molto più semplice ottenere informazioni e "farsi
pubblicità". I diritti ma soprattutto i doveri, non vengono più rispettati
per buon senso, ma per mettersi in luce o per quello che al giorno d'oggi viene
chiamato "buonismo".
E' per questo motivo che “Amnesty International”a un anno dall’invasione chiede alla comunità internazionale di
sviluppare un piano solido e affidabile per assicurare alla giustizia chi si
è macchiato di crimini di guerra contro innocenti e soprattutto per rendere
dignità alle vittime di questa guerra assurda. L'esercito russo in questo anno
non ha interrotto il suo operato anzi ha proseguito con crimini e soprattutto
violando i diritti umani con “esecuzioni
extragiudiziali, attacchi mortali contro infrastrutture civili e luoghi di
rifugio, deportazioni e trasferimenti di civili e uccisioni illegali su larga
scala a seguito dei bombardamenti delle città ucraine.” I civili ucraini hanno
sempre subito attacchi costanti e spesso sono rimasti privi di
acqua,elettricità e riscaldamento,senza assistenza medica e impossibilitati a
muoversi in cerca di un posto più sicuro. Non è piu possibile tollerare una
situazione così drammatica e nonostante
l'impegno diplomatico di tutti o quasi tutti gli Stati coinvolti,Italia
compresa,la soluzione
verso una pace tra i due paesi sembra ancora molto lontana nonostante i
numerosi incontri avuti con il leader ucraino Zelensky .
Per concludere mi sento di dire che ad oggi, in questa nostra realtà,
i diritti e i doveri non sono rispettati anzi la strada per raggiungere tale
obiettivo sembra ancora più lontana.
Commenti
Posta un commento