I Diritti e doveri appartengono a tutti?
Il fatto che i diritti e i doveri appartengano a tutti è un
dato di fatto che però, purtroppo, non viene sempre rispettato, nemmeno al
giorno d'oggi.
Con la parola diritto si è soliti indicare la libertà di cui
gode ogni cittadino, con il termine dovere si va invece ad indicare una precisa
azione imposta, un obbligo al quale non è possibile venire meno. I diritti sono
dei benefici che portano piacere di cui tutte le persone, indipendentemente da
razza, nazionalità o età, possono godere ottenuti dopo varie lotte, mentre i
doveri sono sempre esistiti sin dall'inizio dei tempi. Tra i diritti
fondamentali dell’uomo possiamo riscontrare: il diritto alla vita, il diritto
di godere di una propria libertà individuale, il diritto di condurre
un’esistenza meritevole, il diritto di praticare la propria fede, il diritto di
esprimere la propria opinione e le proprie idee, sempre nel rispetto degli
altri, il diritto alla sicurezza personale e la libertà di stampa.
Per quanto riguarda i doveri, invece, possiamo riconoscerne
due principali tipologie: il dovere morale e il dovere giuridico, dove il primo
ha come referente una norma morale e si distingue dal secondo per la mancanza
di una vera sanzione.
Vi sono poi i diritti umani, i quali sono l’elemento
fondamentale che permette e consente ad ogni persona di vivere con dignità.
Inizialmente in Europa sono stati affermati nella Dichiarazione dei diritti
dell’uomo e del cittadino del 1789, pilastro fondamentale della Repubblica
Francese. È invece più recente la Dichiarazione universale dei diritti umani
(Dudu) redatta nel 1948 durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per
rimediare a tutti gli orrori provocati dalla Seconda guerra mondiale per
arrivare poi alle Convenzioni internazionali sui diritti umani .Dignità,
libertà, uguaglianza e fratellanza sono i concetti chiave che si trovano in questi
diritti e che servono a tutelare la libertà e la sicurezza individuale, a
garantire l'uguaglianza per tutti, a proteggere i valori morali, e a
salvaguardare i diritti economici, culturali e sociali di tutti gli individui.
Recentemente sono nati i diritti di terza generazione per
proteggere le categorie più vulnerabili come ad esempio le donne, le persone
LGBTQI, i bambini, i rifugiati ed i migranti, oltre al diritto alla pace, alla
difesa dell'ambiente e all'aiuto umanitario.
Ma sono davvero rispettati?
I sostenitori dei diritti umani concordano sul fatto che
sessant’anni dopo la pubblicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani, essa rappresenti ancora un sogno più che una realtà.
Dalle ricerche condotte in questi anni dalla Human Rights
Watch,
un organizzazione non governativa internazionale che si occupa della
difesa di diritti umani, si è appurato che in moltissimi paesi del mondo si
continua a non rispettarli dal Brasile al Venezuela, ai conflitti religiosi in
Birmania, al conflitto in israelo-palestinese, alla guerra in Siria, alla
tragedia dello Yemen, in Kazakistan, in Turchia, in Libia, in Cina, in
Afghanistan. A causa di ciò in tutto il mondo centinaia di persone hanno perso
la vita mentre le manifestazioni di protesta vengono represse attraverso l'uso
della violenza.
Il 2021 doveva essere l’anno dei cambiamenti,
dell’uguaglianza, del “ricostruiremo un mondo migliore” purtroppo il rapporto
2021-2022 di Amnesty dimostra esattamente il contrario. È stato invece un anno
in cui molti conflitti si sono aggravati, molte donne dopo anni di dura lotta
si sono viste negare i propri diritti, molti rifugiati non hanno ottenuto la
protezione a cui avevano diritto ed addirittura in alcune zone del mondo,
manifestare il proprio dissenso nei confronti del governo, è diventato
difficile se non persino pericoloso.

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